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Articoli marcati con tag ‘Gotan Project’

Un bel resoconto video di 10 minuti del festival porteño 2012, il tutto sulle note di Cité Tango dei Gotan Project.

È l’anagramma di “tango amor” il titolo di questo corto USA del 2005 scandito dalla musica dei Gotan Project ed in cui, oltre al ballo tradizionale, si distingue un peculiare tango-break ballato da Stephen Boss.

http://www.imdb.com/title/tt1118672/

Un bravissimo fotografo italiano specializzato, tra l’altro, negli scatti di tango ci propone una stupenda selezione delle sue immagini montata sulle note della più volte citata Queremos Paz dei Gotan Project

http://www.antoniodesimone.com/

Una serie di interessanti scatti sul tango da parte di questo studio forografico specializzato

Giunti ormai a metà del loro tour mondiale 2010 ed attualmente in Italia, vi ripropongo un pezzo della loro intervista a Traffic su Radio 2 e l’articolo del 25 luglio 2010 su La Stampa

Si scrive Gotan Project ma si legge tango

Alla Reggia elettronica e melodie argentine con il trio francese

Bruno Ruffilli
TORINO

«Il tango – spiega Philippe Cohen Solal – non ha confini fissi: sfugge ogni volta che si cerca di imprigionarlo in una formula. Come il jazz e il rock». E come la sua band, i Gotan Project, che si è già esibita diverse volte a Torino e torna domani a Venaria nel cartellone del Real Music Festival. La loro musica nasce da quella contaminazione tra i generi teorizzata da Manu Chao con i Mano Negra: è l’idea della «patchanka», che qui si concretizza però in una miscela di tango ed elettronica. Già trent’anni fa Grace Jones aveva inciso una memorabile versione di «Libertango» per bandoneon e drum machine, oggi la band parigina va oltre ogni estetismo e punta al cuore di una musica che in oltre un secolo di vita non ha perso nulla del suo mistero.

«Nei Novanta – racconta Cohen Solal – frequentavo la scena elettronica. All’inizio era stimolante, poi ha cominciato a chiudersi in se stessa ed è diventata sterile e ripetitiva. Dall’altra parte ho sempre amato il tango tradizionale, così ho pensato che la precisione degli strumenti elettronici potesse sottolineare quel misto di rigore e passione che è nella sua natura». Il tango è fatto di regole rigide e figure improvvisate, di storia e leggenda: a questo bagaglio il trio francese si avvicina con rispetto, tanto da aver saputo conquistare la stima di un grande maestro argentino come Gustavo Beytelmann.

Philippe Cohen Solal, francese, ha lavorato come consulente musicale per Lars Von Trier, Nikita Mikhalov, Bertrand Tavernier. Christoph Müller è svizzero; faceva parte del gruppo techno Touch El Arab, che ebbe un discreto successo alla fine degli Anni ’80. Insieme, i due cominciarono la loro avventura musicale come The Boyz from Brazil. Il progetto attuale, tuttavia, prese forma come trio, con l’arrivo di Eduardo Makaroff, chitarrista e cantante argentino, direttore d’orchestra del più famoso club tanguero parigino, il Dancing de la Coupole. Nacquero i Gotan Project, il tango all’incontrario, come si usa nello slang francese metropolitano. Con «La Revancha del Tango» esordirono nel 2001, con «Lunatico» (2006) diventarono famosi in tutto il mondo, oggi tornano, con «Tango 3.0».

In mezzo, una marea di compilation e remix, e musiche per spot e film: così i Gotan Project hanno portato la loro formula nei club e nelle classifiche di mezzo mondo, arrivando a vendere oltre un milione di copie del solo disco di esordio. Ma rimanendo sempre indipendenti e fedeli alle loro convinzioni. L’etichetta discografica che hanno fondato, ad esempio, si chiama «Ya Basta!», in omaggio al Subcomandante Marcos («Un uomo coraggioso, che lancia il suo messaggio al mondo capitalista dal cuore della giungla», commenta Cohen Solal). Così anche la musica diventa politica: «Trovo assurdo rivendicare la purezza di una musica come il tango. Il tango argentino non nasce puro, è un mix di mille influenze diverse, dalla musica italiana a quella degli ebrei del Centro Europa. La purezza è un concetto fascista».

Così nel nuovo disco ci sono echi di musica folk americana, contaminazioni jazz e country; non manca nemmeno un cameo di Victor Hugo Moralez, giornalista e commentatore sportivo argentino. E’ famoso per l’enfasi con cui commenta gli incontri di calcio, ma nel singolo La Gloria il suo urlo «gooooooool» si trasforma e diventa un lunghissimo «Goooootan». Risuonerà anche domani, nei Giardini juvarriani, mentre sul palco Cohen Solal e compagni (per l’occasione con altri musicisti) metteranno in scena il loro tango ipermoderno. Che ha la purezza di un pensiero e la forza di un sentimento.

Torna la cassetta di Tanguear a cercare di allietare le già liete vacanze dei fortunati che le fanno o ad addolcire il tempo di chi non riesce a farle. La selezione da me fatta spazia veramente attraverso un secolo di tango fino ad arrivare all’altro ieri. Buon ascolto.

  1. Tu Misterio, Gotan Project & Daniel Melingo, Tango 3.0 (2010)
  2. Volvemos a empezar, Alfredo De Angelis y Oscar Larroca, Tangos Sentimentales
  3. Cuando el amor muere, Carlos Di Sarli y Carlos Acuña, Documentos Tango – Carlos Acuña
  4. Margarita Gauthier, Roberto Goyeneche Con Horachio Salgán Y Su Orquestra, Antología del Tango Argentino
  5. Buenos Aires, Aníbal Troilo y Francisco Fiorentino, Troilo – Fiorentino – Tango popular
  6. Lucecitas de mi pueblo, Francisco Canaro y Ernesto Famá (1933)
  7. Mariposita, Rodolfo Biagi y Hugo Duval, Mariposita
  8. Antiguas Luciérnagas, Gustavo Mozzi, Matiné (2005)
  9. Soy del 90, Rodolfo Biagi y Carlos Acuña, Documentos Tango – Carlos Acuña
  10. Nada, Mercedes Sosa, Mara Graa, Leopoldo Federico, Cantora (2009)
  11. Undertango, Astor Piazzolla, Piazzolla: Libertango
  12. Pajaro Ciego, Rodolgo Biagi, Exitos con Jorge Ortiz