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Libri

Ilda Guglielmotti è la curatrice di quest’opera in uscita a fine settembre 2014, a cura dell’editore CNI , che comprende un CD di classici ispirati alle origini liguri del tango più qualche inedito come quello dall’eloquente titolo Milonga do Magon, arrangiata da Luis Bacalov e dal bandoneonista Walter Ríos, che ben riassume lo spirito della grande immigrazione da tutta l’Italia.
In particolare gli immigrati genovesi trovarono la loro naturale collocazione nell’antico porto di La Boca, il cui nome fu forse preso proprio da Boccadasse, a Genova. Ed il lunfardo, la lingua del tango, è pieno di termini introdotti dai Genovesi arrivati a Buenos Aires.

Qui di seguito riporto l’articolo pubblicato sul Venerdì di Repubblica due settimane fa su questo libro-cd

L’ennesimo libro su El Morocho del Abasto ci da la conferma del luogo della sua nascita collocandola a Tolosa l’11 dicembre 1890. Il libro in questione, citato da più parti ma non ancora rintracciabile in commercio elettronico, è scritto da Juan Carlos EstebanGeorges Galopa e Monique Ruffié. A seguire un bel video tra musica ed immagini storiche.

Ve ne avevo già parlato due anni fa, quando ne era uscita la versione spagnola e ve lo ripropongo oggi come un’occasione da sfruttare. Il libro in questione è  Cumparsita di Nicola Viceconti, romanzo incentrato sull’emigrazione italiana in Argentina del secolo scorso sul sottofondo del tango; ve ne riparlo volentieri perchè nel frattempo ne è uscita da tempo l’edizione italiana e soprattutto perchè, grazie all’operato indegno dei nostri parlamentari, solo più oggi e domani il libro potrà essere acquistato su qualche store online con buoni sconti, visto che dal 1° settembre 2011 i nostri politici hanno deciso che lo sconto massimo applicabile sulla vendita dei libri sarà del 15%. E allora approfittiamo il più possibile del poco tempo che ci è stato concesso per cercare di acculturarci pur non avendo capitali da spendere, e leggiamoci questo o l’ultimo libro di questo autore nostrano, intitolato Due volte ombra e dedicato ai figli rubati ai desaparecidos dagli aguzzini di Videla.

Buona lettura a tutti, purtroppo per noi, ancora per poco, grazie alla privazione che ci viene imposta da chi ha tutto. Cercate e comprate alla faccia loro.

“L’attualità del Tango quale parodia dell’esistenza, dell’equilibrio con se stessi e con l’altro, che si esplica nella capacità di far incontrare e bilanciare forze all’origine estranee per creare un equilibrio terzo, non dato dalla semplice somma dei due che si cedono, ma generato dalla moltiplicazione delle potenzialità altrui e proprie, ha condotto la mia ricerca, ponendomi però nella posizione di osservatore, e quindi solitario, delle coppie che ballano, direi vivono, questa danza. La mia condizione di solitudine, di donna e la difficoltà ad imitare così questa danza, è rimasta impigliata nel setaccio della mia sensibilità quasi violentandomi e costringendomi a sperimentare, in tutti i movimenti a cadere del tango da sola, la mancanza di armonia intrinseca nell’essere protesa verso l’altro, senza che l’altro sia presente ad opporre la sua spinta. In questa condizione di solitudine fisica diviene inoltre impossibile non entrare in ascolto del proprio corpo e non tradurre in sentimento quel piede che scivola troppo indietro sul pavimento perché non è tenuto dalla gamba, e quindi dall’amore, dell’altro.”

(Rosalba Panzieri)

Rosalba Panzieri, Tango Sola, Ed. ARPANet

Eccovi il booktrailer girato sulle note di Nocturno a mi barrio di Aníbal Troilo

“Il viaggio di ritorno di un italiano d’Argentina”, questo il sottotitolo di un libro che racconta una gran parte dell’epoca d’oro del tango attraverso il racconto dell’emigrazione italiana e delle vicissitudini dell’Argentina con il suo carattere, le sue contraddizioni e la sua cultura, fino al ritorno del protagonista al suo paese d’origine. Inframezzo il racconto con immagini e musica che possono descrivere questi 70 anni e più di storia.

Fabrizio e Nicola Valsecchi
Giorni di neve, giorni di sole
Il viaggio di ritorno di un italiano d’Argentina
Casa Editrice Marna, 2010, 12 euro
ISBN: 9788872034989

 

 

 

Il nostro terzo romanzo narra una vicenda realmente accaduta: la storia di Alfonso Dell’Orto, che in pieno regime fascista, nel 1935, con la madre e la sorella, parte per l’Argentina dove suo padre Augusto era emigrato per motivi politici e lavorativi. Sullo sfondo l’Italia del duce, in cui la libertà era negata e c’era una tessera per tutto, anche per pensare. Quel paese lontano appare loro come la terra del sole e della speranza, così come per moltissimi nostri connazionali.

 

 

In Argentina, tra sforzi, rinunce e sacrifici, Alfonso riesce a costruirsi un futuro e una posizione, sposa una connazionale e forma una famiglia con quattro figli. Purtroppo altre dittature si frappongono sul suo cammino. É il 1976 quando il regime militare dei generali e di Jorge Rafael Videla apre il periodo della obediencia debida e del terrorismo di stato, che ha provocato 30.000 desaparecidos, vittime su cui è sceso il silenzio complice di molti stati e anche della chiesa. La figlia maggiore di Alfonso, Patricia (21 anni), è tra i primi desaparecidos insieme al marito Ambrosio (23) con cui svolgeva un lavoro sociale tra i poveri del barrio. Lasciano sola al mondo una bimba di 25 giorni, Mariana, a cui Alfonso in età ormai matura fa da padre. Non erano militanti attivi.

Dell’Orto vive la sua tragedia senza mai perdere la speranza di ritrovare la figlia. Quando vengono riaperti i processi nel 1999, ecco la triste verità della morte di Patricia, grazie alla deposizione del testimone oculare Julio Lopez, desaparecido per la seconda volta il 18 settembre 2006 dopo aver fatto i nomi dei colpevoli.

Alfonso trova il modo per fare rivivere la memoria della figlia, riabbracciando dopo 70 anni il proprio paese natale, lasciando un quadro di Patricia ( la sola a non aver conosciuto Piazza Santo Stefano, frazione di Cernobbio), nella Cooperativa Sociale del paese costruita anche da suo nonno Giovanni, per legare idealmente i principi di libertà , verità , giustizia e democrazia in cui i suoi cari credevano.

Il libro vanta la prefazione di Adolfo Perez Esquivel, Premio Nobel per la Pace 1980 per la sua attività a favore dei poveri e dei non violenti e la postfazione di Gianni Tognoni, Segretario Generale del Tribunale Permanente dei Popoli.

03[1]Oggi a Buenos Aires, presso la sede della Academia Nacional del Tango – Avenida de Mayo 833, dalle ore 19.30 alle 21.30 locali:

La Academia Nacional del Tango e le Ediciones del Soñador presentano l’avvenimento editoriale dell’anno.

El Gran Troilo, cento capituli sull’arte, la persona e la vita

Patocinato dal Governo della Città Autonoma di Buenos Aires, acclamato dalla stampa di tutto il paese.

Durante questa riunione di omaggio a “Pichuco”, il Maestro Horacio Ferrer racconterà come è nato questo libro e ricorderà la figura di Aníbal Troilo.
Si ascolteranno versioni inedite, interviste radio e si proietteranno frammenti di pellicole cui partecipò il Maestro Troilo.

Si venderanno inoltre esemplari del libro con un importante sconto editoriale.

da un annuncio su Facebook