1963 è l’anno di uscita di questo scanzonato tango della Signora della canzone italiana
Valentino vale
Valentino vale più di te
Balla bene il tango
Valentino m’ama più di te
Piange quando piangoE poi e poi non ne ho
Finchè tu ne vuoi
Ad esempio c’è Wolfango che
Pensa solo a me.Però stasera ho capito che
Mi sto affezionando a te
Baciamoci baciamoci così
Soli soliPerò stasera ho capito che
Io ho il cuore che pensa a te
Baciamoci baciamoci perchè
Sei l’amore
Sei l’amore.Valentino vale più di te
Langue per amore
Valentino quando guarda me
Cambia di coloreMa sei tu solo tu
Ciò che piace a me
Tu possiedi un certo non so che
Non lasciarmi più.Perché stasera ho capito che
Mi sto affezionando a te
Baciamoci baciamoci così
Soli soliPerché stasera ho capito che
Io ho il cuore che pensa a te
Baciamoci baciamoci perchè
Sei l’amore
Una bellissima canzone, tratta dall’album Discanto (1990), per ricordare a coloro che, dietro ad una camicia verde, se ne sono dimenticati, che siamo un popolo di emigranti, e che solo per questo dovremmo avere un diverso atteggiamento verso chi è costretto a emigrare qui da noi. Ad esempio il nostro amato tango, che ora ci piace così tanto, è nato proprio dai nostri connazionali costretti ad attraversare l’oceano per trovare un futuro che qui in patria gli era negato, strappati alla loro terra ed alle loro famiglie.
Italiani d’Argentina
Ecco, ci siamo
ci sentite da lì?
in questo sfondo infinito
siamo le ombre impressioniste
eppre noi qui
guidiamo macchine italiane
e vino e sigarette abbiamo
e amori tanti.Trasmettiamo da una casa d’Argentina
illuminata nella notte che fa
la distanza atlantica
la memoria più vicina
e nessuna fotografia ci basterà.Abbiamo l’aria di italiani d’Argentina
oramai certa come il tempo che farà
con che scarpe attraverseremo
queste domeniche mattina
e che voglie tante
che stipendi strani
che non tengono mai.Ah, eppure è vita
ma ci sentite da lì?
in questi alberghi immensi
siamo file di denti al sole
ma ci piace, sì
ricordarvi in italiano
mentre ci dondoliamo
mentre vi trasmettiamo.Trasmettiamo da una casa d’Argentina
con l’espressione radiofonica di chi sa
che la distanza è grande
la memoria cattiva e vicina
e nessun tango mai più
ci piacerà.Abbiamo l’aria di italiani d’Argentina
ormai certa come il tempo che farà
e abbiamo piste infinite
negli aeroporti d’Argentina
lasciami la mano che si va.Ahi, quantomar quantomar per l’Argentina.
La distanza è atlantica
la memoria cattiva e vicina
e nessun tango mai più
ci piacerà
Ahi, quantomarEcco, ci siamo
ci sentite da lì?
ma ci sentite da lì?
Tratta dall’album d’esordio questa canzone dedicata alla strada principale della Capitale ed accompagnata da splendide immagini notturne selezionate da Argiespowers
Un grande tango-jazz ad opera di questo gruppo greco formato dall’autore, Marios Strofalis, al pianoforte, Vangelis Vergotis alla fisarmonica, Laertis Kokolanis al violino e Michalis Porfyris al violoncello. Un brano tratto dall’album European Taxim del 2007.
Una bellissima reinterpretazione del tango del 1949 di Acho e Homero Manzi accompagnato dal video di Sergio Sosa
El último organito
Las ruedas embarradas del último organito
vendrán desde la tarde buscando el arrabal,
con un caballo flaco y un rengo y un monito
y un coro de muchachas vestidas de percal.Con pasos apagados elegirá la esquina
donde se mezclan luces de luna y almacén
para que bailen valses detrás de la hornacina
la pálida marquesa y el pálido marqués.El último organito irá de puerta en puerta
hasta encontrar la casa de la vecina muerta,
de la vecina aquella que se cansó de amar;
y allí molerá tangos para que llore el ciego,
el ciego inconsolable del verso de Carriego,
que fuma, fuma y fuma sentado en el umbral.Tendrá una caja blanca el último organito
y el asma del otoño sacudirá su son,
y adornarán sus tablas cabezas de angelitos
y el eco de su piano será como un adiós.Saludarán su ausencia las novias encerradas
abriendo las persianas detrás de su canción,
y el último organito se perderá en la nada
y el alma del suburbio se quedará sin voz.El último organito irá de puerta en puerta
hasta encontrar la casa de la vecina muerta,
de la vecina aquella que se cansó de amar;
y allí molerá tangos para que llore el ciego,
el ciego inconsolable del verso de Carriego,
que fuma, fuma y fuma sentado en el umbral.
Dal mattinale musicale colombiano…
Oggi, 9 di luglio, ma del 1928, è nato il musicista argentino Julián Plaza, considerato uno dei cardini fondamentali del tango. L’intenso percorso di Plaza lo ha reso inevitabilmente un referente tra le grandi leggende del tango grazie ad orchestre come quella di Miguel Caló, di Carlos Di Sarli e di Osvaldo Pugliese, nelle quali lasciò il suo segno indelebile; fu inoltre arrangiatore nelle formazioni dirette da Alfredo Gobbi e Aníbal Troilo e fondatore del gruppo Sexteto Tango, senza contare che fu membro della Academia Nacional del Tango e dal 1985 tesoriere del Sindacato dei Musicisti e Compositori Argentini. Il ricordo di Julián Plaza presentato da El Aguijón Musical
Per un quadro completo di questo pianista, visitate Todotango