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Cinema

AL CINEMA IL 18 APRILE il film sulla coppia di ballerini più famosa del mondo. Danza Pablo Veron. La produzione esecutiva è di Wim Wenders. C’è altro da aggiungere?

Maria Nieves e Juan Carlos Copes. AL CINEMA IL 18 APRILE il f…

Maria Nieves e Juan Carlos Copes. AL CINEMA IL 18 APRILE il film sulla coppia di ballerini più famosa del mondo. Danza Pablo Veron. La produzione esecutiva è di Wim Wenders. C'è altro da aggiungere?

Pubblicato da Wanted Cinema su Giovedì 24 marzo 2016

Dall’ultimo album Cinema (Deluxe Edition) in cui reinterpreta diverse grandi brani parte di famose colonne sonore, il nostro Andrea Bocelli si cimenta nel difficile compito di interpretare Gardel. Il risultato è un po’ condizionato dall’arrangiamento yankee, ma la voce rende senz’altro onore all’originale.

Estratte da un film di Jean-Pierre Thibaudat del 1987 queste considerazioni dello scrittore sulle parole dei tangos più importanti: la morte, la solitudine e il desencuentro sono tra le espressioni più utilizzate nei testi di tango. (cliccate sull’immagine del video per aprire l’apposita pagina Youtube, non inseribile in altro sito)

Un capolavoro piazzolliano qui rappresentato nel periodo italiano (1975) del Maestro accanto al violino di Antonio Agri ed accompagnato splendidamente dalle immagini di uno dei miei film preferiti, Le notti bianche (1957) di Luchino Visconti, con l’immenso Marcello Mastroianni.

E per valorizzare anche le bellissime parole di Mario Trejo eccovi anche la versione cantata da José Angel Trelles

Los Pájaros Perdidos

Amo los pájaros perdidos
que vuelven desde el más alla,
a confundirse con un cielo
que nunca más podre recuperar.

Vuelven de nuevo los recuerdos,
las horas jóvenes que di
y desde el mar llega un fantasma
hecho de cosas que amé y perdí.

Todo fue un sueño, un sueño que perdimos,
como perdimos los pájaros y el mar,
un sueño breve y antiguo como el tiempo
que los espejos no pueden reflejar.
Después busqué perderte en tantas otras
y aquella otra y todas eras vos;
por fin logré reconocer cuando un adiós es un adiós,
la soledad me devoró y fuimos dos.

Vuelven los pájaros nocturnos
que vuelan ciegos sobre el mar,
la noche entera es un espejo
que me devuelve tu soledad.

Soy sólo un pájaro perdido
que vuelve desde el más allá
a confundirse con un cielo
que nunca más podré recuperar.

E per finire non poteva mancare la versione esplosiva con la nostra Milva.

Come già mercoledì scorso anche oggi l’invito è quello di mettersi comodi per gustarsi un intero film. Questa volta si tratta di un film in lingua che è quello citato nel post di ieri, La voz de mi ciudad, di Tulio Demicheli, un film del 1953 con il grande Mariano Mores come protagonista, accompagnato da Diana Maggi e Santiago Gomez Cou, con la partecipazione straordinaria di Francisco Canaro e Juan D’Arienzo.

Si tratta di un film in cui la musica svolge un ruolo centrale come dimostrano le diverse canzoni presenti, tutte scritte e dirette dallo stesso Mariano Mores: Taquito Militar, pubblicata ieri, Muchachita porteña, un vals con le parole di Alberto Vacarezza, El Estrellero, con il testo di Francisco Amor, ed il candombe Fandango, oltre al brano orchestrale che da il titolo al film.

Il cantante del vals e del tango è Enrique Lucero.

Senza esserlo, questa è un po’ la storia di coloro che, compenetrati con l’anima del nostro popolo, le diedero una voce. A loro, che dalla povertà e dall’indifferenza si sollevarono segnando con le loro canzoni ed i loro nomi il trionfo della nostra musica popolare, dedichiamo questo film

… buio …

Dal film Sur di Pino SolanasEl Polaco, accompagnato da Nestor Marconi, interpreta il pezzo di Aníbal Troilo e Cátulo Castillo.