Fantastici ballerini ed attori che usano la musica ed il ballo come puro strumento di recitazione.
Giunti ormai a metà del loro tour mondiale 2010 ed attualmente in Italia, vi ripropongo un pezzo della loro intervista a Traffic su Radio 2 e l’articolo del 25 luglio 2010 su La Stampa
Bruno Ruffilli
TORINO
«Il tango – spiega Philippe Cohen Solal – non ha confini fissi: sfugge ogni volta che si cerca di imprigionarlo in una formula. Come il jazz e il rock». E come la sua band, i Gotan Project, che si è già esibita diverse volte a Torino e torna domani a Venaria nel cartellone del Real Music Festival. La loro musica nasce da quella contaminazione tra i generi teorizzata da Manu Chao con i Mano Negra: è l’idea della «patchanka», che qui si concretizza però in una miscela di tango ed elettronica. Già trent’anni fa Grace Jones aveva inciso una memorabile versione di «Libertango» per bandoneon e drum machine, oggi la band parigina va oltre ogni estetismo e punta al cuore di una musica che in oltre un secolo di vita non ha perso nulla del suo mistero.
«Nei Novanta – racconta Cohen Solal – frequentavo la scena elettronica. All’inizio era stimolante, poi ha cominciato a chiudersi in se stessa ed è diventata sterile e ripetitiva. Dall’altra parte ho sempre amato il tango tradizionale, così ho pensato che la precisione degli strumenti elettronici potesse sottolineare quel misto di rigore e passione che è nella sua natura». Il tango è fatto di regole rigide e figure improvvisate, di storia e leggenda: a questo bagaglio il trio francese si avvicina con rispetto, tanto da aver saputo conquistare la stima di un grande maestro argentino come Gustavo Beytelmann.
Philippe Cohen Solal, francese, ha lavorato come consulente musicale per Lars Von Trier, Nikita Mikhalov, Bertrand Tavernier. Christoph Müller è svizzero; faceva parte del gruppo techno Touch El Arab, che ebbe un discreto successo alla fine degli Anni ’80. Insieme, i due cominciarono la loro avventura musicale come The Boyz from Brazil. Il progetto attuale, tuttavia, prese forma come trio, con l’arrivo di Eduardo Makaroff, chitarrista e cantante argentino, direttore d’orchestra del più famoso club tanguero parigino, il Dancing de la Coupole. Nacquero i Gotan Project, il tango all’incontrario, come si usa nello slang francese metropolitano. Con «La Revancha del Tango» esordirono nel 2001, con «Lunatico» (2006) diventarono famosi in tutto il mondo, oggi tornano, con «Tango 3.0».
In mezzo, una marea di compilation e remix, e musiche per spot e film: così i Gotan Project hanno portato la loro formula nei club e nelle classifiche di mezzo mondo, arrivando a vendere oltre un milione di copie del solo disco di esordio. Ma rimanendo sempre indipendenti e fedeli alle loro convinzioni. L’etichetta discografica che hanno fondato, ad esempio, si chiama «Ya Basta!», in omaggio al Subcomandante Marcos («Un uomo coraggioso, che lancia il suo messaggio al mondo capitalista dal cuore della giungla», commenta Cohen Solal). Così anche la musica diventa politica: «Trovo assurdo rivendicare la purezza di una musica come il tango. Il tango argentino non nasce puro, è un mix di mille influenze diverse, dalla musica italiana a quella degli ebrei del Centro Europa. La purezza è un concetto fascista».
Così nel nuovo disco ci sono echi di musica folk americana, contaminazioni jazz e country; non manca nemmeno un cameo di Victor Hugo Moralez, giornalista e commentatore sportivo argentino. E’ famoso per l’enfasi con cui commenta gli incontri di calcio, ma nel singolo La Gloria il suo urlo «gooooooool» si trasforma e diventa un lunghissimo «Goooootan». Risuonerà anche domani, nei Giardini juvarriani, mentre sul palco Cohen Solal e compagni (per l’occasione con altri musicisti) metteranno in scena il loro tango ipermoderno. Che ha la purezza di un pensiero e la forza di un sentimento.
Tratta dall’album d’esordio questa canzone dedicata alla strada principale della Capitale ed accompagnata da splendide immagini notturne selezionate da Argiespowers
Un grande tango-jazz ad opera di questo gruppo greco formato dall’autore, Marios Strofalis, al pianoforte, Vangelis Vergotis alla fisarmonica, Laertis Kokolanis al violino e Michalis Porfyris al violoncello. Un brano tratto dall’album European Taxim del 2007.
http://www.myspace.com/mariosstrofalis
Un meraviglioso e lunghissimo medley finale dello splendido concerto offertoci dall’Estival 2010, manifestazione estiva di Chivasso: una buona ora e venti segnata da un fiume di note di cui questa esecuzione finale da dieci minuti rappresenta un buon riassunto. Uno dei migliori concerti cui abbia assistito!